«Il discorso è certamente tecnico - spiega l'allenatore romano di nascita ma milanese di adozione - ma anche emotivo. Il cambio di allenatore porta sempre una scarica positiva per i giocatori. A questo si aggiunge anche il rientro degli infortunati, il definitivo inserimento di un giocatore come Cotani. Tutti questi fattori insieme hanno permesso di vivere un momento positivo che si sta prolungando e adesso andrà alla verifica dei primi in classifica, Piacenza».
- In questi primi due mesi cosa l'ha sorpresa di più? Quale giocatore l'ha impressionata?
«I giocatori li conoscevo tutti, tranne Filippo Giusto, un giovane che sta facendo bene e potrà fare bene in carriera nella categoria, forse anche salire al piano sopra. Dipenderà molto da come lavorerà fisicamente. La sorpresa più positiva è proprio la società, l'ambiente. C'è una struttura da categoria superiore, tutto è organizzato alla perfezione».
- Piacenza è una squadra che in tempi non sospetti aveva etichettato come “favorita” per il campionato. Che partita si aspetta?
«Noi ci siamo trovati sempre di fronte a una finale, nel senso che per mantenere aperte le speranze di agganciare il sesto posto non potevamo permetterci di perdere. Era così all'inizio e continua ad essere così. Arriva Piacenza e non è certamente l'avversario che vorresti incontrare in una situazione in cui devi vincere. È sicuramente la squadra più forte del campionato, sta bene in campo e a mio giudizio ha l'organico migliore. Soprattutto ha avuto una spinta micidiale da Scarone: la sua esperienza e la capacità di giocare e far giocare la squadra ha fatto fare un ulteriore salto di qualità a Piacenza».
- Sarà dunque il contenimento di Scarone la chiave del match?
«No, hanno un quintetto fortissimo. Tre esterni super e due lunghi che possono primeggiare in categoria; il tutto con cambi di qualità. È anche vero, però, che la partita è gestita dai tre esterni, Scarone e Passera con la palla in mano e Rizzitiello che approfitta al meglio delle iniziative degli altri due. Un giocatore trasformato dal nuovo assetto, segna con una facilità veramente disarmante da ogni posizione. In questo momento lo “score” di Piacenza è squilibrato verso gli esterni, non verso Scarone; anche se riguardando la partita dell'andata il vero “killer” della PMS è stato Cazzaniga. Non ci si può concentrare solo su un giocatore o solo su un settore, perchè poi la coperta è corta e viene fuori qualcosa d'altro.
- All'andata, come ha già detto, Cazzaniga e Perego fecero una gran partita. Adesso c'è Cotani che si aggiunge a Conti e Masper, formando un reparto lunghi da primato. Cambierà qualcosa?
«All'andata mancavano i due playmaker Passera e Bolzonella, si sono caricati sulle spalle la squadra i lunghi e l'hanno portata a casa. Noi dobbiamo rispondere alla loro qualità giocando di squadra, difendendo di squadra, attaccando di squadra ed essendo chirugici in attacco giocando come un'unica entità.
- Che risposte si aspetta dalla città?
«Sono troppo «fresco» per poter capire in anticipo come risponderà la città: ma sicuramente questo è il momento in cui bisogna stare vicino alla squadra, aiutarla in ogni istante. Oltretutto è una partita importante ma anche, dal punto di vista dello spettacolo, il meglio che in questo momento la pallacanestro può offrire a Torino e ai torinesi».
Palla a due alle 18.50 per permettere la diretta Sportitalia 2. Ma la speranza è che il pubblico torinese colga al volo la possibilità di assistere ad uno dei match dell'anno di questo campionato di serie A Dilettanti
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