lunedì 1 agosto 2011

FISG: Torino sarà la Coverciano del ghiaccio

I 40 milioni avanzati, grazie ai ribassi d’asta, dalle Olimpiadi di Torino 2006 e dimenticati fino a ieri presso l’omonima agenzia, sono stati finalmente sbloccati dal Governo e potranno essere utilizzati per rilanciare gli impianti sportivi post-olimpici nelle valli come in città.

Il Comitato Regionale Piemonte della Federazione Italiana Sport del Ghiaccio apprende questa notizia con estrema soddisfazione e per questo ringrazia i parlamentari piemontesi per l’impegno profuso affinché queste risorse venissero utilizzate sul nostro territorio e in particolare il deputato Stefano Esposito, primo firmatario e colui che non ha mai smesso di credere in questa iniziativa.

Spiega il presidente della Fisg Piemonte Marco Bellion: «Sarà necessario realizzare dei progetti in grado di sfruttare al meglio questi fondi, senza dimenticarsi che proprio in città c’è una delle strutture d’eccellenza della velocità sul ghiaccio, l’Oval, ormai da anni sottratto a queste discipline e utilizzato esclusivamente per eventi fieristici o commerciali. E non è vero che questa ipotesi è insostenibile dal punto di vista economico: a questo proposito voglio riproporre alle istituzioni e agli attori competenti il tema della “Coverciano del ghiaccio”: un progetto per realizzare un centro federale proprio qui a Torino, dove la nazionale azzurra (e non solo) potrà allenarsi sfruttando un impianto senza pari in Italia e tra i più all’avanguardia d’Europa».

«L’anello sul quale Enrico Fabbris, cinque anni fa, ha conquistato due medaglie d’oro deve tornare a disposizione della velocità sul ghiaccio – sottolinea Lorenzo Gentile, membro del Comitato Regionale Piemonte della Fisg -. Anche perché proprio a Torino sta crescendo una generazione di nuovi talenti della velocità su pista lunga, vedi il pluricampione italiano Matteo Cotza, che continua ad allenarsi su una pista di short track. Si tratta di atleti sui quali il mondo sportivo deve puntare senza riserve e per questo tutelarli garantendo loro degli impianti all’altezza».

Poi l’attenzione passa da Torino a Torre Pellice e dalla velocità all’hockey: «Non ci sono solo gli impianti della Val di Susa, legati alla neve – chiosa Bellion - ma anche quelli del Pinerolese e della Val Pellice, legati al ghiaccio, come il palazzo di Torre Pellice, sede di allenamenti e partite casalinghe dell’Hc Valpellice, su cui gravano ancora importanti deficit strutturali e che grazie a quelle risorse potrà essere ristrutturato nel migliore dei modi»

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